Solidarietà sociale, istruzione e formazione, sanità

Fra le numerose iniziative segnaliamo:

  • Italia:
    -  Sostegno a "Emergency", assistenza alle vittime civili della guerra
    - "Dialogo nel buio" per promuovere il ruolo attivo delle persone non vedenti
  • Brasile: "Projeto Santa Cruz", assistenza a bambini e giovani hadicappati
  • Turchia: sostegno a due scuole a Izmit, la "Turk Pirelli Primary School" e la "Turk Pirelli High School"
  • Messico: sostegno alla "Fundacion Teleton", per la riabilitazione di bambini disabili
  • Haiti: "My time for Haiti", donazione di ore del proprio lavoro da parte dei dipendenti Pirelli

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Le iniziative nel campo della solidarietà sociale hanno una radice profonda: storicamente risalgono alla nascita stessa di un’impresa che da subito – nel proprio cammino verso l’internazionalizzazione - si è posta a confronto con le più diverse realtà del mondo. Così è per Emergency, l’associazione umanitaria italiana che fornisce assistenza alle vittime civili della guerra in tutto il mondo e di cui Pirelli è tra i soci fondatori. Continua poi il sostegno del Gruppo all’iniziativa dell’Istituto dei Ciechi di Milano, che attraverso il percorso-mostra Dialogo nel Buio diffonde la cultura dell’integrazione promuovendo il ruolo attivo delle persone non vedenti nella società, abbattendo pregiudizi e barriere psicologiche. Grazie anche al continuo supporto di Pirelli, l’Istituto ha potuto affiancare nuove attività all’ormai storico percorsomostra. Teatro, cene, mostre tattili e sperimentazioni teatrali al buio che impegnano oltre 60 persone non vedenti. Attività che dal 2005 a oggi, hanno sempre registrato crescenti partecipazione e coinvolgimento di pubblico.

In Brasile, dove il Gruppo è storicamente attivo con iniziative di tipo sociale, è continuato il sostegno al “Projeto Guri”, dedicato all’insegnamento di strumenti musicali e canto a 200 bambini delle classi sociali più povere.

Pirelli sostiene anche il “Projeto Santa Cruz”, che si occupa di assistenza a bambini, adolescenti e giovani handicappati, con diagnostica, riabilitazione e accompagnamento nell’inclusione sociale a San Paolo. A Campinas, sede di una fabbrica, Pirelli sostiene FEAC, una federazione di 600 istituzioni assistenziali regionali, nell’espletamento per le loro pratiche amministrative e finanziarie. Nel 2010 Pirelli ha contribuito alla ristrutturazione dell’Hospital Pequeno Principe a Curitiba, il centro sanitario pediatrico più grande del Brasile, e ha sostenuto l’Aliança da Misericordia a San Paolo per il ricovero di circa 150 giovani e bambini bisognosi. Altra assistenza è stata data a due asili nido, Asilo Nido Dr. Klaide a Santo André e AMIC a Campinas, oltre alle scuole Educandario Imaculado Coracao de Maria a Amélia Rodrigues, e Scuola Cajueiro a Alter do Chao in Amazonia.

Il Gruppo è impegnato a migliorare la vita di bisognosi e disagiati non solo in Italia e in Brasile, ma in tantissime aree del mondo. In Turchia sostiene la fondazione ZICEV di Istanbul per l’istruzione e la protezione dei bambini mentalmente handicappati, caricandosi di alcuni costi di mantenimento della struttura. Nel corso degli anni ha fondato, e contribuisce a sostenere, due scuole a Izmit, vicino al sito produttivo, la Türk Pirelli Primary Schoole e la Türk Pirelli High School. In Argentina, Pirelli sponsorizza la sala pediatrica dell’ospedale Heroes de la Maldivia e la maratona dell’Ospedale Italiano di Buenos Aires, raccogliendo soldi per la manutenzione del centro sanitario. Nel Regno Unito, le donazioni nel 2010 hanno raggiunto Queens Hospital Burton (per macchinari), St Giles Hospice, Marie Curie Cancer Care, Western Park Hospital, Transaid (per la Tanzania), Alzheimers Society, Community Projects Carlisle (per giovani senza tetto), Teenager Cancer Trust, Diabetes UK, Eden Vally Hospice, Newcastle Children’s Cancer Fund, Children in Need e altri ancora.

In Messico Pirelli sostiene la Fundacion Teleton, importante progetto sociale per la riabilitazioni di bambini disabili. In Romania Pirelli ha provveduto alla cura dei denti di 110 bambini con l’iniziativa Overland for Smile, oltre al rilevante programma di assistenza all’Ospedale di Slatina, che comprende la formazione di personale medico all’Ospedale Niguarda a Milano. Sempre in Romania, nel 2010, sono state fatte donazioni per apparecchiature mediche all’ospedale Fundatia Dan Voiculescu, per il centro di fisioterapia Don Orione, per consulenza sanitaria all’IMSAS. Importanti borse di studio vengono erogate ai figli dei dipendenti, ai bisognosi e meritevoli nelle comunità locali e direttamente o attraverso i Rotary Club, alle università locali di tanti paesi, fra cui Italia, Romania, Turchia, Venezuela e altri. In particolare, in Romania viene effettuata la formazione tecnica utile per uno sbocco lavorativo in fabbrica, con i fondi di Pirelli, mentre in UK il programma “Chance to Shine” consente ad alcuni giovani di entrare nel mondo del lavoro.

Un capitolo a parte va riservato alle importanti iniziative cui partecipano direttamente i dipendenti Pirelli con le loro forze e il loro impegno. In Messico, sostengono la “Casa Hogar” del Fundacion Familiar Infantil I.A.P., un progetto sociale che si occupa delle necessità di base per bambini con i genitori incarcerati. I dipendenti del Gruppo fanno donazioni e li visitano regolarmente. In Argentina, tutta la carta usata nella fabbrica viene raccolta e riciclata, con profitti destinati alla manutenzione dell’ospedale Garrahan; i dipendenti si impegnano a riciclare altri rifiuti per sostenere la “Fundacion Ninos com Cancer”. In Romania i manager Steelcord hanno dedicato due giorni al reparto neuromotorio pediatrico dell’Ospedale di Slatina: si sono trasformati in arredatori d’interni. Insieme ai bambini ricoverati, hanno dipinto e decorato le mura del reparto e della mensa, per rendere l’ambiente più accogliente, quindi montato mobili e attrezzature per la riabilitazione. È stata organizzata una celebrazione finale con la distribuzione di giocattoli raccolti dagli stessi manager. In UK, infine, alcuni dipendenti si sono impegnati in iniziative sportive per raccogliere fondi per beneficienza. I più creativi sono riusciti a raccogliere donazioni camminando sui carboni ardenti, e, incredibilmente, facendosi crescere i baffi (nonostante le proteste di alcune mogli).

108-1.gifI dipendenti in vari paesi hanno partecipato a donazioni e raccolte fondi per le vittime dei disastri naturali in Haiti e in Moldovia. Com’è noto, il 13 gennaio 2010 Haiti è stata colpita da un disastroso terremoto (222 mila le vittime accertate, 300 mila i feriti, 600 mila le persone che hanno lasciato la capitale Port-au- Prince per cercare un riparo altrove, circa 100 mila gli edifici distrutti e 190 mila quelli danneggiati). Pirelli e i suoi dipendenti hanno subito deciso di dare il proprio supporto per la ricostruzione, lanciando una raccolta di fondi per sostenere l’operazione “My time for Haiti”.

La cultura del Gruppo, in qualità di azienda multinazionale, ritiene che l’integrazione e il supporto a favore delle comunità dove un’azienda opera non siano sufficienti a connotarne una sostanziale “responsabilità sociale”. I bisogni e le emergenze globali vanno altresì considerati e per quanto possibile affrontati, indipendentemente dal fatto che in un dato luogo si produca o meno. Questo è il caso di Haiti: Pirelli non opera nel territorio, ma ha semplicemente risposto a un’emergenza globale in modo responsabile, nei limiti delle proprie possibilità.

Ogni dipendente ha potuto scegliere se e quanto donare in termini di ore del proprio lavoro (da ciò il titolo del progetto, “My Time for Haiti”). L’ammontare è stato quindi raccolto attraverso la deduzione delle ore donate dal salario dei singoli sottoscrittori. Alla cifra raccolta tra i dipendenti, l’azienda ha aggiunto una cifra pari al doppio. Ciò ha consentito la ricostruzione di tre scuole in Haiti, due nella città di Belladère (Ecole Atenoir Furmin e Ecole Congreganiste Marie Jeanne, filles de Marie), una ad Anse-à-Pitre (Anse-à–Pitre Liceum).

I dipendenti sono stati coinvolti con aggiornamenti frequenti sullo stato dei lavori, con foto e video, sia via intranet che attraverso le newsletters aziendali. Anche la comunità esterna è stata aggiornata periodicamente, attraverso news sul “Sustainability Channel” di Pirelli.com

Impatti positivi diretti del progetto: 4.000 bambini haitiani hanno potuto tornare a scuola nel giro di pochi mesi (a fine 2010 le tre scuole erano interamente ristrutturate), in un contesto nuovo, sicuro e confortevole, un luogo di ritrovo e di crescita i cui effetti positivi hanno impattato anche sulle famiglie dei bimbi medesimi, per un totale di circa 20,000 persone.

Il Progetto ha visto nascere una partnership felice ed efficace tra il Gruppo e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) che insieme alla NGO Plan International si è occupato delle attività di ricostruzione sul posto. Pirelli è membro attivo del Global Compact dell’Onu sin dal 2004 e le Nazioni Unite da subito sono state parte attiva della ricostruzione. L’Alto Commissariato, in particolare, era in prima linea ad Haiti subito dopo il sisma. Insieme a UNHCR, il Gruppo ha identificato un progetto concreto di ricostruzione, da subito preferito rispetto alla mera donazione del denaro raccolto.

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In merito alle dichiarazioni rilasciate sul progetto da UNHCR e da Pirelli:

Antonio Guterrez – Alto Commissario delle Nazioni Unite per I Rifugiati – Washington:

“Following the devastating earthquake in Haiti last year, UNHCR appealed to the international community to help address the massive needs of the displaced. The management and staff of the Pirelli Group responded to that appeal. Thanks to their contribution, three schools in northern Haiti have been rehabilitated and furnished, restoring normalcy and hope to the lives of 4,000 schoolchildren”.

Marco Tronchetti Provera, Presidente e CEO di Pirelli - Milano:

“With the “My Time for Haiti” project and thanks to the valuable, effective partnership with UNHCR, Pirelli and its employees once again translated Corporate Global Citizenship into practice. Children education is one of the most important values to be preserved and fostered in a reconstruction phase: a sustainable, responsible approach to enable them building a better future.”

Le dichiarazioni sopra citate saranno pubblicate entro la prima metà del 2011 sia da Pirelli che da UNHCR sui propri siti istituzionali, nell’ambito di una web story dedicata al progetto “My Time for Haiti”.

La struttura dell’iniziativa non era peraltro “nuova” per i dipendenti. A seguito dello tsunami che colpì l’Indonesia nel 2004, infatti, Pirelli diede vita al Progetto “My Time for Indonesia”, che aveva la stessa struttura di governance (un comitato operativo e uno garante, la raccolta di ore di lavoro tra i dipendenti, la donazione aziendale di una cifra più che doppia rispetto a quanto raccolto). Partner era il governo indonesiano e i fondi raccolti hanno consentito la ricostruzione di due scuole in Banda Aceh, una delle zone più devastate dallo tsunami.

Ma i dipendenti Pirelli si sono organizzati anche in iniziative a favore dell’ambiente, raccogliendo rifiuti e ripulendo foreste in Romania, piantando alberi in Inghilterra, lavorando contro l’erosione del suolo in Turchia, pulendo le spiaggie in Venezuela: paese in cui altre iniziative comprendono un calendario ambientale, un museo dedicato all’ecologia e la riattivazione di un modello rurale sostenibile di produzione di cacao, con la donazione di alberi. In Messico, invece, il Gruppo è sponsor di giardini cittadini.