Strategia di crescita sostenibile: Piano triennale e vision al 2015

  • Nuovo Piano industriale per il 2011-2013 con vision al 2015: strategie di sostenibilità pienamente integrate
  • Nuovi target economici, sociali ed ambientali, quantitativi e qualitativi, comunicati con chiarezza al mercato e agli stakeholders.
  • Dall’integrazione tra il Piano Industriale e il Piano di Sostenibilità sono attesi consistenti benefici
  • Nei sistemi di produzione, Pirelli impiegherà sempre più materie prime a basso impatto ambientale

Il 4 Novembre 2010, a Milano, Pirelli ha presentato alla comunità finanziaria il nuovo piano industriale del Gruppo per gli anni 2011-2013, con vision al 2015.
Nei prossimi 5 anni Pirelli investirà 1,9 miliardi di euro, aumentando la propria capacità produttiva e focalizzandosi sul segmento di mercato Premium nelle economie a rapido siluppo, secondo una strategia local for local destinata a migliorare il mix di prodotto ed efficienza nonché a consolidare la leadership in tutti i segmenti di mercato in America Latina. Come dichiarato dal Presidente di Pirelli & C, Marco Tronchetti Provera, “in un mondo che sta cambiando rapidamente e che vede affermarsi nuove aree di crescita, abbiamo sviluppato un piano che pone la Società nelle condizioni di competere al meglio. Nel 2015 il 60% della produzione sarà realizzata in siti e impianti con età inferiore ai 10 anni. Questo permetterà di offrire prodotti costantemente rinnovati, sempre più sviluppati sulle specifiche esigenze della clientela, a ridotto impatto ambientale e più competitivi”.
Un piano ambizioso, di cui le strategie di sostenibilità costituiscono elemento essenziale. Il 4 Novembre è stato infatti presentato al mercato anche il nuovo Piano di Sostenibilità Pirelli per il periodo 2011-2013, con vision al 2015.

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Nei sistemi di produzione, Pirelli impiegherà sempre più materie prime a basso impatto ambientale e utilizzerà processi che porteranno entro il 2015 a una riduzione di oltre il 35% dei consumi di acqua e del 15 di quelli di energia, con un taglio delle emissioni di CO2 del 15% rispetto ai dati 2009. A supporto della politica energetica di Gruppo, dal 2011 sarà pienamente operativo il nuovo polo tecnologico di Settimo Torinese: la fabbrica di pneumatici punta all’eccellenza sostenibile in termini economici, sociali, ambientali e costituirà il fiore all’occhiello del Gruppo, modello di riferimento anche per gli altri impianti produttivi.

Con riferimento ai prodotti, Pirelli continuerà a sviluppare la propria strategia green performance, prevedendo che l’impatto delle vendite di prodotti green performance sul totale passi dal 37% a fine 2010 a più del 45% entro la fine del 2013.

Con specifico riferimento alle mescole, Pirelli è impegnata nello sviluppo e nell’impiego di una serie di nuovi materiali sempre più ecologici. In particolare, l’attività di ricerca e sviluppo consentirà di produrre entro il 2013, a livello mondiale, l’intera gamma di pneumatici senza oli altamente aromatici.

Infine, per quel che riguarda le materie prime da fonti rinnovabili, l’Azienda prosegue le attività di ricerca che porteranno alla produzione di silici ecologiche derivate da scarti della lavorazione alimentare (lolla di riso).

Sul fronte sociale, i piani per la salute e sicurezza negli ambienti di lavoro già in essere avranno ulteriori miglioramenti attraverso una rivisitazione costante di programmi di prevenzione e formazione negli stabilimenti. Nell’area delle risorse umane sono previste politiche atte a migliorare la gestione delle diversità. Continueranno gli audit di parte terza sulla responsabilità economica, sociale e ambientale nella catena di fornitura.
Nell’ambito dei rapporti con le comunità locali e internazionali, si rafforzerà ulteriormente la cooperazione con le autorità, governative e non, nella condivisione di iniziative finalizzate allo sviluppo sostenibile.

Elemento centrale di sano e duraturo sviluppo è costituito dalla massima attenzione alla qualità del governo societario; governo basato in primis sulla centralità del Consiglio di Amministrazione nella definizione dell’indirizzo strategico e nella supervisione del management, su un efficace sistema di gestione dei rischi e una politica di remunerazione del top management fortemente legata alla creazione di valore nel lungo periodo. Il nuovo modello e l’analisi degli elementi di rischio, quindi anche di opportunità, è parte integrante del processo di piano strategico e consente l’avvio di piani di rientro e mitigazione, che fanno della consapevole gestione del rischio una leva di creazione di valore.
Dall’integrazione tra il Piano Industriale e il Piano di Sostenibilità sono attesi consistenti benefici: da quelli intangibili di un’azienda employer of choice, con una brand equity in crescita, un’impresa affidabile per tutti i relativi portatori di interesse, a quelli tangibili che poggiano sul vantaggio competitivo e le vendite di prodotti rispettosi dell’ambiente, sul miglioramento nelle voci di costo e sul minore costo del capitale che può derivare da una gestione responsabile e attenta dei rischi.